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Camerun: il record mondiale di morti causate da un lago

Non tutti i record sono piacevoli o divertenti, esistono anche dei primati estremamente inquietanti e molto spiacevoli da sentire. Uno di questi è sicuramente il record del world’s deadliest lake, cioè letteralmente il lago che ha fatto il maggior numero di morti. La cosa particolare, oltre al numero elevatissimo di vite spezzate, è però il fatto che queste morti non sono avvenute per annegamento come ci si aspetterebbe, ma in seguito a una tragica catastrofe naturale che ha condotto alla morte all’incirca millesettecento persone e trecento capi di bestiame. Insomma il record è di ben 2000 vite cancellate nell’arco di una notte: ma qual è il lago detentore di questo record? Qual è stato l’evento che l’ha portato a guadagnarsi questo triste primato?

Il lago che ha fatto più morti: Lago Nyos

Il world’s deadliest lake è il lago Nyos situato nella provincia nord occidentale del Camerun. Si tratta di un lago di origine vulcanica situato nel cratere del Monte Oku, un vulcano quiescente. Le acque del lago, inoltre, sono racchiuse all’interno di una diga naturale composta da rocce vulcaniche. Sul fondo del lago si trova uno spesso strato di magma, dal quale risale un’elevata concentrazione di anidride carbonica. Il CO2 satura l’acqua del lago e lo rende soggetto a fenomeni particolari. Proprio uno di questi fenomeni chiamato eruzione limnica ha reso il lago Nyos il lago con il maggior numero di morti non annegati. La notte del 21 agosto 1986, infatti, dall’acqua del lago si generò una gigantesca nube di anidride carbonica che uccise tutte le vittime nel sonno. Studiando le cause di questa tragedia gli scienziati scoprirono che mentre la parte superficiale del lago è alimentato principalmente da acque piovane, quella sottostante non ha alcun ricambio ed è alimentato da carbonato di sodio. Il carbonato rilascia nell’acqua anidride carbonica che nel punto di maggior profondità del lago una quantità notevolissima di C02. In seguito alla frana di alcune rocce il lago ha rilasciato la nube che ha ucciso tutte quelle persone.

Le conseguenze dell’eruzione

Ma cosa è successo dopo? Il lago Nyos si è conquistato questo triste record, che si spera resterà suo per moltissimo tempo. In seguito alla tragedia tutta la zona che circondava l’area è stata evacuata, ma solo recentemente sono stati eseguiti degli interventi volti a mettere in sicurezza i luoghi limitrofi al lago Nyos. Solo nel 2001 il governo del Camerun ha deciso di installare un sistema di degassamento, per evitare che la catastrofe possa ripetersi in futuro. L’impianto funziona grazie a un sifone che aspira l’acqua dal fondo per garantire una fuoriuscita lenta del gas. Grazie a questo intervento l’area ha cominciato a ripopolarsi e ora conta all’incirca una popolazione di diecimila individui. Un’ultima curiosità: prima che il lago Nyos gli sottraesse il primato, era un altro il lago che deteneva il macabro record. Certamente in quel caso il numero di vittime fu di numero molto inferiore, ma le cause della loro morte fu la stessa: un’eruzione limnica. Stiamo parlando del lago Monoun, anch’esso situato in Camerun che esplose all’incirca due anni prima del Nyos, nel 1984. In quell’occasione un’abbondante emissione di  anidride carbonica portò alla morte per asfissia di trentasette persone. Non ci si rese conto che si trattava di una catastrofe naturale fino a quando non si condussero analisi approfondite sul bestiame: all’inizio si era pensato si trattasse, infatti, si un atto terroristico.  

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